Watermark ChatGPT: in Europa i testi dell’IA avranno una firma invisibile

6 min di lettura

Ascolta la rassegna in versione notiziario (3 min 30 s)

Rassegna preparata con l'IA a partire dalle fonti linkate, sotto la supervisione di Alberto Gaia.

Se usi ChatGPT dall’Italia, tra qualche settimana i testi che ti scrive avranno una firma che non puoi vedere: OpenAI ha annunciato il watermark ChatGPT per gli utenti europei, un segnale nascosto nella scelta delle parole che solo un rilevatore sa leggere. È la prima applicazione concreta e di massa degli obblighi di trasparenza dell’AI Act sui testi, e merita due righe in più. Nella rassegna di oggi poi: Reflection presenta Beam, il suo modello open da 501 miliardi di parametri, ChatGPT si prepara a mostrare pubblicità mentre generi immagini, le big dell’IA sotto giuramento davanti al consiglio comunale di New York, un rapporto molto pesante della Internet Watch Foundation, la corsa agli investimenti su Etched e, per chiudere, un colloquio di lavoro in cui a farti le domande è un agente.

Watermark ChatGPT: in Europa i testi avranno una firma invisibile

Il sistema si chiama textGrain e funziona orientando in modo impercettibile le parole che il modello sceglie, con una chiave segreta: chi legge non nota nulla, un rilevatore che conosce la chiave sì. Come racconta TechCrunch, nelle prossime settimane arriverà per tutti gli utenti europei di ChatGPT e Codex, su qualsiasi piano. Chi usa le API, ovunque nel mondo, può già attivarlo sui propri progetti, ma di default è spento. Il motivo è l’AI Act: dal 2 agosto 2026 le regole di trasparenza chiedono che i contenuti generati dall’IA siano marcati in modo riconoscibile dalle macchine. Il post di OpenAI è onesto sui limiti: sostituendo con sinonimi il 10% delle parole, la rilevazione scende dal 92% al 66%, e testi brevi, risposte matematiche e traduzioni sono più difficili da riconoscere.

Il mio pensiero da IT manager: chi in azienda pensava di usare un “detector” per capire se una relazione l’ha scritta ChatGPT può rilassarsi, perché la stessa OpenAI dice che l’assenza del watermark non dimostra che il testo sia umano. Per chi sviluppa invece c’è una scelta da fare: se generi testi via API per clienti europei, conviene ragionare adesso se accendere l’opzione, prima che sia qualcun altro a chiedertelo.

Reflection presenta Beam, 501 miliardi di parametri e pesi aperti

Ieri vi dicevo che Reflection stava preparando il suo primo modello open: eccolo. Beam è un mixture of experts da 501 miliardi di parametri totali, di cui 23 miliardi attivi per ogni token, addestrato su 23,8 trilioni di token con tanto codice dentro. Sui benchmark da sviluppatori dichiara 80,9 su SWE-Bench Verified e 80,1 su Terminal Bench v2.1. Secondo TechCrunch l’obiettivo è dichiarato: competere con i modelli open cinesi usando meno potenza di calcolo.

Per ora c’è solo un accesso anticipato: i pesi, con licenza Apache 2.0, arriveranno entro fine ottobre insieme al report tecnico. Un modello americano davvero aperto e competitivo sul codice è una buona notizia per chi, come tante PMI, non può mandare tutto su API esterne. Aspetto però di vedere i numeri replicati da qualcuno che non sia Reflection.

ChatGPT, arrivano gli annunci mentre generi immagini

OpenAI ha annunciato un nuovo formato pubblicitario visivo: immagini di prodotti e servizi che compariranno durante la generazione delle immagini in ChatGPT. Il test parte più avanti in ottobre, solo negli Stati Uniti e con un primo gruppo di inserzionisti. OpenAI promette annunci chiaramente etichettati, separati dall’immagine che stai creando e senza alcuna influenza sulle risposte. Insieme arrivano più strumenti di misurazione per chi compra spazi e test sulla sicurezza del brand con DoubleVerify e Integral Ad Science.

Con 1,2 miliardi di persone a settimana era solo questione di tempo. Il momento in cui aspetti che l’immagine si carichi è perfetto per un banner, e lo sanno bene.


Pausa dalla rassegna, giusto il tempo di una vignetta.

Vignetta umoristica: qualcuno chiede a un chatbot di intelligenza artificiale perché la RAM costa così tanto, mentre sono proprio i data center dell'IA a far salire i prezzi della memoria
Chiedere all’IA perché la RAM costa tanto è un po’ come chiedere alla volpe dove sono finite le galline. Vignetta di ProgrammerHumor.io.

New York mette sotto giuramento OpenAI, Anthropic, Google e Meta

Ieri il consiglio comunale di New York, con tutti i suoi 51 membri, ha tenuto un’audizione speciale sui rischi dell’IA. In collegamento c’erano Morgan Dwyer per OpenAI, Logan Graham per Anthropic, Shane Cahill per Meta e Alice Friend per Google. Secondo il resoconto di amNY, le risposte chiare sono state poche: nessuna stima sulla probabilità di scenari catastrofici, nessun impegno a bloccare un modello che non supera un audit indipendente, poca chiarezza sulla responsabilità legale. Sul tavolo c’è un pacchetto di norme con validazione da parte di terzi, “kill switch” umani e incentivi per chi segnala problemi.

La testimonianza più forte, riportata anche da CNBC, è stata quella di Jacob Coxon, ex ricercatore di OpenAI e Anthropic, secondo cui sulla strada attuale è più probabile che improbabile che l’umanità perda il controllo di questi sistemi.

IWF: le immagini di abusi generate con l’IA sono già il 40% in più del 2025

La notizia più dura di oggi. La Internet Watch Foundation ha pubblicato i dati del primo semestre: tra gennaio e giugno 2026 i suoi analisti hanno trovato 6.310 immagini di abusi su minori generate con l’IA, contro le 4.512 di tutto il 2025. Nel 98% dei casi in cui il dato è registrato le vittime raffigurate sono bambine, e 190 immagini ritraggono bambini sotto i due anni.

La IWF chiede all’Unione Europea di chiudere finalmente il regolamento contro gli abusi sui minori online, fermo da tempo, per dare alle piattaforme la certezza giuridica di poter cercare e rimuovere anche il materiale nuovo, che i soli sistemi basati sugli hash non riescono a intercettare.

Etched, offerte fino a 50 miliardi per sfidare Nvidia

La startup di chip per l’inferenza Etched sta valutando offerte di investimento con valutazioni tra 40 e 50 miliardi di dollari, scrive TechCrunch. Il doppio o più rispetto ai 21 miliardi del round da 700 milioni guidato da Jane Street a settembre. A far gola sono i chip progettati da zero per servire i modelli più in fretta e a costi minori di Nvidia, e un miliardo di dollari di ordini già in tasca. Sono trattative preliminari e l’azienda non commenta, ma il messaggio è chiaro: chi riesce ad abbassare il costo per token oggi vale oro.

Chiudiamo in leggerezza: il colloquio lo fa l’agente

HackerRank ha lanciato Chakra, un agente che conduce i colloqui tecnici: ti dà un compito di codice realistico, con tanto di assistente IA a disposizione, osserva come lavori e ti fa domande sulle scelte che fai. Secondo TechCrunch nei sei mesi di beta ha già condotto più di 500.000 colloqui, e le segnalazioni di comportamenti sospetti sono calate del 70-80%, visto che usare l’IA ora è permesso. La decisione finale resta a un umano. Quindi il prossimo colloquio potrebbe valutare quanto sai far lavorare bene un’IA… davanti a un’altra IA. Confesso che un po’ mi incuriosisce provarlo.

Voi che ne pensate del watermark sui testi: utile o facilmente aggirabile? E vi farete mai intervistare da un agente? Scrivetemi nei commenti. Se vi siete persi la puntata di ieri, con la Super Intelligence Force di Trump e l’annuncio che anticipava Beam, la trovate nella rassegna AI del 5 ottobre. E se vi state chiedendo cosa comporta l’AI Act per la vostra azienda, ne ho parlato in AI Act dopo il 2 agosto 2026: cosa deve fare davvero una PMI.

Newsletter

Ti è stato utile? Il prossimo te lo mando io.

La rassegna AI ogni mattina oppure il digest della domenica: scegli tu.

Cosa vuoi ricevere
Che differenza c’è tra le due newsletter?

Rassegna AI quotidiana: ogni mattina alle 8:30, le notizie sull'IA del giorno.

Digest settimanale: la domenica, gli articoli e le rassegne della settimana in una sola mail.

Puoi sceglierle anche tutte e due.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *