Mistral Large 4: l’Europa risponde con un modello da mille miliardi di parametri

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Rassegna preparata con l'IA a partire dalle fonti linkate, sotto la supervisione di Alberto Gaia.

Mille miliardi di parametri, addestrati in Europa e con i pesi in arrivo per tutti entro fine mese: Mistral Large 4 è la notizia che mi ha svegliato meglio del caffè. Per una volta il modello di cui parla mezzo internet non arriva dalla California ma da Parigi. Nella rassegna di oggi però c’è anche altro: Claude che entra dentro Documenti, Fogli e Presentazioni di Google, Anthropic che riorganizza il suo programma per chi fa sicurezza informatica, un attacco a GitHub Copilot CLI che GitHub non considera un bug, un nuovo standard di Meta e Sierra per gli agenti personali, EmbeddingGemma 2 e, per chiudere, un Claude che si improvvisa compositore di colonne sonore.

Mistral Large 4, cosa c’è sotto il cofano

Mistral ha presentato Mistral Large 4: un mixture of experts da 1.000 miliardi di parametri totali, di cui 49 miliardi attivi per ogni token, multimodale e con ragionamento integrato. È stato addestrato su circa 3.800 GPU NVIDIA Grace Blackwell nei data center europei dell’azienda e copre oltre 160 lingue. Per ora è in anteprima pubblica via API su Mistral Studio, a 1,36 dollari per milione di token in input e 4,18 in output da listino (la documentazione in questo momento mostra un prezzo dimezzato, 0,68 e 2,09 dollari), mentre i pesi aperti sono promessi entro la fine di ottobre. Su DeepSWE v1.1, il benchmark di coding che Mistral mette in vetrina, dichiara il 61,7%. Il soprannome ufficiale (giuro) è “Le Chonk”, come racconta anche The Register.

Da IT manager di una PMI la parte che mi interessa di più non è il benchmark, è la combinazione: modello europeo, pesi scaricabili e prezzo API contenuto. Chi ha clienti che chiedono “dove finiscono i miei dati?” da fine mese avrà una risposta in più da dare. Detto questo, un modello da mille miliardi di parametri in casa non lo fa girare nessuno con il server sotto la scrivania: per la maggior parte di noi resterà un modello da usare via API o tramite un provider europeo.

Claude entra in Documenti, Fogli e Presentazioni di Google

Anthropic ha lanciato Claude per Google Workspace, in beta pubblica su tutti i piani a pagamento. Si installa dal Marketplace di Workspace e apre una barra laterale dentro Documenti, Fogli e Presentazioni: nei documenti corregge e riscrive mantenendo la formattazione, nei fogli scrive formule, crea tabelle pivot e grafici (e usa Python per pulire i dati), nelle presentazioni crea slide coerenti con il layout esistente. Funziona anche al contrario: da Claude si possono aprire e modificare i file di Google. Gli amministratori possono distribuirlo a tutto il dominio dalla console di Google.

Tante aziende che seguo vivono su Workspace, quindi questa è la notizia che probabilmente userò per prima. Il consiglio pratico: partite con la modalità che chiede conferma prima di ogni modifica, almeno finché non avete capito come si comporta sui vostri fogli più delicati.

Anthropic unisce Glasswing e il programma per chi fa sicurezza

Anthropic ha ampliato il Cyber Verification Program e ci ha fatto confluire Project Glasswing. Ora ci sono tre livelli: Defense Access per la difesa (incident response, analisi malware, verifica delle vulnerabilità), Red Team Access per penetration test autorizzati e Specialized Access, con blocchi minimi, per chi testa sistemi critici come reti elettriche e software di volo, valutato insieme al governo statunitense. Tutti i livelli danno accesso a Claude Opus 5.5, Sonnet 5.5 e Mythos 5.1. Il numero che colpisce è il bilancio di Glasswing: tra aprile e luglio i partner hanno trovato almeno 129.000 vulnerabilità verificate, più altre 5.500 emerse dalla scansione open source di Anthropic, e oltre 33.000 sono state classificate critiche o ad alta gravità.


Pausa dalla rassegna, giusto il tempo di una vignetta.

Vignetta umoristica: in alto la scritta "Claude in una nuova conversazione: ci sono diversi difetti nel tuo codice", sotto Bugs Bunny in versione sovietica, etichettato "io", che corregge in "il nostro codice"
Il codice è tuo finché funziona, poi diventa magicamente “nostro”. Vignetta di ProgrammerHumor.io.

GitHub Copilot CLI e le istruzioni zombie

I ricercatori di Adversa AI hanno mostrato, come riporta The Register, un attacco a GitHub Copilot CLI in modalità autopilot. Una pagina web preparata ad arte contiene istruzioni cifrate: l’agente prova a decifrarle con una chiave costruita a partire da file locali come il .env, poi con una seconda chiave sblocca le istruzioni malevole e finisce per inviare i segreti raccolti a un URL dell’attaccante. Il bello (si fa per dire) è che dipende dal modello che gestisce la sessione: con mai-code-1.1-flash di Microsoft l’attacco è andato a segno nel 50% dei tentativi, mentre i modelli GPT-5.6 di OpenAI hanno rifiutato. GitHub ha confermato il comportamento ma non lo tratta come una vulnerabilità, perché è l’utente a chiedere di leggere contenuti non affidabili.

Qui la penso in modo semplice: se lasciate un agente in autopilot su una macchina con le chiavi di produzione nel .env, il problema non è solo di GitHub. Segreti fuori dalle cartelle di lavoro, sandbox e niente autopilot quando l’agente naviga sul web.

Meta e Sierra propongono uno standard per gli agenti personali

Sierra e Meta hanno annunciato il Personal Agent Protocol, uno standard aperto basato su OAuth che definisce come un agente personale si presenta a un’azienda e cosa può fare. L’agente parte come ospite (per esempio per controllare disponibilità o resi) e, dopo che il cliente ha fatto l’accesso, può ottenere permessi di sola lettura o di scrittura. Le aziende possono esporsi tramite sito, API (con MCP e OpenAPI) o i propri agenti. Tra i partner ci sono Genesys, Instinct, Rocket, Shopify, Stripe e Walmart; la specifica v0.1 è attesa più avanti in questo mese, mentre i pagamenti restano un’estensione futura. Come nota The Next Web, Stripe e Shopify partecipano anche al Trusted Agent Protocol di Visa: la guerra degli standard è appena cominciata.

EmbeddingGemma 2, embedding multimodali che stanno in tasca

Google ha rilasciato EmbeddingGemma 2, modello di embedding aperto con licenza Apache 2.0 che mette testo, codice, immagini, video e audio nello stesso spazio vettoriale. Il modello completo ha 740 milioni di parametri, ma esiste una versione solo testo da 270 milioni; il contesto sale a 8.000 token, quattro volte il predecessore, e sul benchmark MTEB Code passa da 68,76 a 78,68. Si trova su Hugging Face e Kaggle. Per chi costruisce RAG on premise è una buona notizia: un embedder piccolo, aperto e multimodale significa meno dipendenza da API che un giorno potrebbero essere dismesse.

Chiudiamo in leggerezza: Claude compone musica per videogiochi

Simon Willison ha chiesto a Claude Opus 5.5 di inventarsi un formato testuale per la musica, costruire un lettore e poi comporre qualche brano per un videogioco. Il risultato è lo Scrimshaw Jukebox: sei tracce d’avventura, con titoli come “Moonlit Harbor” e “Duel on the Docks”, che si suonano nel browser e permettono di modificare o silenziare i singoli strumenti. Willison ammette che il modello ha spinto sul tema “Monkey Island” più di quanto volesse, ma il risultato è sorprendentemente buono. Io l’ho messo in sottofondo mentre scrivevo questa rassegna, e devo dire che funziona.

Per oggi è tutto. Voi Mistral Large 4 lo proverete via API o aspettate i pesi? E Claude dentro Google Workspace lo farete installare a tutta l’azienda o prima un test su pochi utenti? Scrivetelo nei commenti. Se state valutando quale modello usare in produzione, qui trovate la mia guida alle API di intelligenza artificiale.

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