Gemini 4 Carbon è primo in classifica, ma per ora lo usano solo i difensori informatici

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Rassegna preparata con l'IA a partire dalle fonti linkate, sotto la supervisione di Alberto Gaia.

Google ha presentato Gemini 4 Carbon, il suo nuovo modello di punta: è primo nell’Artificial Analysis Intelligence Index, ma per ora possono usarlo solo alcuni team di difesa informatica. Nella rassegna di oggi ci sono anche i 10 miliardi di dollari che Microsoft ha incassato da OpenAI in un solo trimestre, le domande del Dipartimento di Giustizia USA su Nvidia e Hugging Face, i numeri di GitHub sugli agenti che aprono pull request, l’AI Mode di Google che non dice chi ha vinto le elezioni del 2020, una falla critica in un gateway IA di Red Hat e un progetto open source che vieta qualsiasi uso degli LLM, perfino per correggere l’ortografia.

Gemini 4 Carbon: primo in classifica, ma prima ai difensori

Il 28 ottobre Koray Kavukcuoglu, Chief AI Architect di Google, ha annunciato Gemini 4 Carbon, che Google descrive come il suo modello più forte, con capacità di cybersicurezza allo stato dell’arte e su compiti di lunga durata. Arriva due settimane dopo Gemini 4 Argon. I numeri dichiarati: 59 punti nell’Artificial Analysis Intelligence Index v5.0 (primo posto), 88,2% su SEC-bench Pro per la ricerca di vulnerabilità, 54,8% su ExploitGym per lo sfruttamento e 71,0% su CWE-bench per le patch. Nel benchmark di prompt injection indiretta di Gray Swan il tasso di attacchi riusciti scende a 0,0%, contro lo 0,7% di Argon.

Il rilascio è a tappe: da questa settimana l’accesso va a un gruppo ristretto di difensori informatici, poi ad altri partner fidati attraverso il Fairwind Program. Per sviluppatori, aziende e utenti Google parla di un’apertura “a breve”. I prezzi sono già fissati: in fase di lancio 2 dollari per milione di token in input e 10 in output, poi 4 e 20 dollari, con l’input in cache scontato del 95%.

Microsoft ha incassato 10 miliardi da OpenAI in un trimestre

Dal documento trimestrale depositato da Microsoft, ripreso da TechCrunch il 28 ottobre, emerge che gli accordi commerciali con OpenAI (inclusa la condivisione dei ricavi) hanno portato circa 10 miliardi di dollari nel trimestre chiuso il 30 settembre: quasi l’11% dei 92,3 miliardi di ricavi totali. Nell’intero anno fiscale 2026 la cifra era stata di 24,1 miliardi. I crediti verso OpenAI ancora da incassare sono saliti a 7,2 miliardi, dai 6 di fine giugno, mentre la quota di Microsoft in OpenAI è scesa a circa il 24%.

Nvidia e Hugging Face, il Dipartimento di Giustizia fa domande

Secondo Reuters, che cita due fonti, il Dipartimento di Giustizia USA sta esaminando l’acquisizione di Hugging Face da parte di Nvidia, valutata 12,93 miliardi di dollari (qui la ricostruzione di PYMNTS). La domanda dei funzionari è se possedere Hugging Face darebbe a Nvidia il controllo di un canale chiave per la distribuzione dei modelli. L’accordo, firmato a inizio settembre, dovrebbe chiudersi nella prima metà del 2027 e sarebbe la più grande acquisizione tradizionale di Nvidia, sopra i circa 6,9 miliardi pagati per Mellanox. Sotto la lente ci sono anche la licenza da 20 miliardi con Groq e l’acquisto di SchedMD. Reuters precisa che un’indagine non è prova di illeciti.

GitHub Octoverse: oltre il 40% delle pull request parte da un agente

GitHub ha pubblicato il 28 ottobre il rapporto Octoverse 2026, sui dodici mesi chiusi a fine settembre. A settembre oltre il 40% delle pull request è stato avviato da un agente, contro il 17% di marzo: circa 110 milioni in un solo mese. In tutto l’anno le pull request unite sono state 1,3 miliardi (402 milioni nel 2024) e i commit 34,3 miliardi. Gli sviluppatori sulla piattaforma superano i 225 milioni, TypeScript resta il linguaggio più usato davanti a Python e su Copilot nessun modello supera il 25% delle richieste: a settembre gli utenti paganti ne hanno usati 47 diversi.


Pausa dalla rassegna, giusto il tempo di una vignetta.

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Quando la bolletta delle API supera lo stipendio, Alex torna in ufficio. Vignetta di ProgrammerHumor.io.

L’AI Mode di Google non dice chi ha vinto le elezioni del 2020

Nei test di TheWrap, pubblicati il 28 ottobre, l’AI Mode della ricerca Google non ha indicato Joe Biden come vincitore delle presidenziali del 2020 e ha rimandato invece agli archivi nazionali e alla Federal Election Commission. L’app Gemini, alla stessa domanda, risponde in modo diretto con i totali corretti (306 grandi elettori contro 232). Ars Technica ha verificato che collegandosi via VPN da Taiwan, Russia e Francia la risposta arriva senza problemi, mentre dagli Stati Uniti no. Secondo Business Insider, Google ha riconosciuto in una risposta su Bluesky che quella dell’AI Mode non è la risposta più utile e ha detto di lavorare per correggerla. Le elezioni di metà mandato negli USA sono il 3 novembre.

Red Hat, una falla da 9.1 mescola le chiavi API dei clienti

Il 28 ottobre è stata pubblicata la CVE-2026-117574, con punteggio CVSS 9.1, nel componente ai-gateway-payload-processing del gateway IA di Red Hat. Un utente autenticato può indicare nella richiesta l’identificativo del modello di un altro cliente: il servizio non controlla l’autorizzazione, recupera dall’archivio condiviso le chiavi API di quel cliente e le inserisce nella chiamata. Così l’attaccante usa i modelli e le quote altrui. Al momento non risultano exploit pubblici e la falla non è nel catalogo CISA delle vulnerabilità sfruttate.

Chiudiamo con MicroZig, dove l’IA non può neanche correggere l’ortografia

MicroZig, il progetto per programmare microcontrollori in Zig, ha aggiunto al suo codice di condotta una politica “No LLM / No AI” in vigore dal 28 ottobre. Il divieto copre codice e testi generati, parafrasi, correzioni di grammatica e ortografia, brainstorming e perfino la ricerca di bug. Non si può nemmeno discutere dei consigli ricevuti da un chatbot. Per la lingua c’è una via d’uscita: l’inglese è consigliato ma non obbligatorio, quindi si può scrivere nella propria lingua e lasciare agli altri il compito di tradurre.

Google ha scelto di dare Gemini 4 Carbon prima a chi difende i sistemi e solo dopo a tutti gli altri. Voi come la vedete: è il modo giusto di rilasciare un modello così forte nella cybersicurezza, o un rinvio che non cambia molto? Se vi interessano i prezzi per milione di token e come confrontarli, trovate tutto nella guida alle API di intelligenza artificiale.

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