Accordo sulla superintelligenza: i big dell’IA firmano alla Casa Bianca, ma nessuno li obbliga

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Ieri alla Casa Bianca è successa una cosa che fino a qualche mese fa sembrava fantascienza: i capi delle principali aziende di IA hanno messo la firma su un accordo sulla superintelligenza, un documento con cui promettono di controllarsi da soli. Nessuna legge, nessuna sanzione, solo un impegno che Trump ha definito “moralmente vincolante”. Nella rassegna di oggi c’è anche il nuovo portale America.gov che risponde con Gemini e Grok (e nasconde una poesia su Minecraft), il DevDay di OpenAI con gli agenti Dots e GPT-6.1 Sol, i nuovi soldi che OpenAI starebbe cercando, l’ennesimo down di Claude e un dominio comprato da xAI che fa molto ridere.

L’accordo sulla superintelligenza firmato alla Casa Bianca

Al pranzo con Trump e con lo speaker della Camera Mike Johnson c’erano, tra gli altri, Zuckerberg, Musk, Dario Amodei, Sundar Pichai, Jensen Huang, Jeff Bezos, Alex Karp e i vertici di OpenAI. Il risultato è la “White House Accord on Superintelligence”: ogni azienda si impegna ad avere controlli interni robusti per monitorare capacità e allineamento dei modelli, a farsi verificare da un revisore esterno indipendente e a far arrivare i risultati a un comitato indipendente del consiglio di amministrazione, che deve assicurarsi che i problemi vengano risolti. Johnson lo ha descritto come una dichiarazione di principi volontaria, Trump ha parlato di “tremenda autoregolamentazione” e ha detto no a nuove regole di sicurezza.

Il testo completo è breve e si legge in pochi minuti. Il mio dubbio è semplice: senza nessuno che controlli i controllori, resta un bel comunicato. Da questa parte dell’oceano, con l’AI Act, abbiamo il problema opposto, ma almeno le regole sono scritte.

America.gov: lo sportello pubblico con Gemini e Grok (e una poesia su Minecraft)

Sempre ieri l’amministrazione Trump ha lanciato America.gov, un chatbot che fa da porta d’ingresso unica ai servizi federali: passaporti, tessere della previdenza, prenotazioni nei parchi nazionali. Sotto il cofano, come ha confermato il Chief Design Officer Joe Gebbia a CNBC, ci sono Gemini di Google e Grok, e il sistema pesca informazioni da circa 29.000 siti governativi. Per ora indirizza verso il servizio giusto, le transazioni dirette sono promesse per il 2027. La Casa Bianca non ha dato dettagli su contratti e tutela dei dati.

La parte curiosa l’ha scoperta TechCrunch: se chiedi di Minecraft, il bot risponde con una versione “governativa” di circa 1.800 parole della celebre End Poem del gioco. Non è un’allucinazione ma un easter egg voluto dagli sviluppatori. Devo dire che, tra un’IA che inventa e un programmatore che si diverte, preferisco di gran lunga il secondo.

DevDay di OpenAI: arrivano gli agenti Dots e GPT-6.1 Sol

Al DevDay di San Francisco OpenAI ha presentato Dots, agenti personali sempre accesi basati su GPT-6 Astra, ognuno con il suo computer nel cloud, che possono collegarsi a oltre 4.000 app e lavorare in background sugli obiettivi che gli dai. Il primo Dot è incluso nei piani Pro e Business Premium, ma per ora non per gli utenti Pro dello Spazio economico europeo, della Svizzera e del Regno Unito.

Per chi usa le API la notizia vera è GPT-6.1 Sol: secondo OpenAI si avvicina ad Astra su coding e lavoro professionale a un quinto del prezzo, cioè 2 dollari per milione di token in input e 10 in output, con l’input in cache sceso a 0,10 dollari. Nei test di OpenAI le risposte con errori fattuali passano dall’11,4% al 7,7% rispetto a GPT-6 Sol. Arrivano anche il piano Pro 500 da 500 dollari al mese e la modalità Ultrafast per Astra. Per le PMI che lavorano con prompt lunghi e ripetuti, quel prezzo della cache è la cosa che conta di più.


Pausa dalla rassegna, giusto il tempo di una vignetta.

Vignetta: un'app iOS va in crash per un payload formattato male generato con Gemini e lo sviluppatore consiglia di usare Claude
Il vibe coding funziona benissimo, finché non arriva il crash in produzione. Vignetta di ProgrammerHumor.io.

OpenAI cercherebbe altri 30 miliardi

Mentre sul palco si parlava di agenti, dietro le quinte si parlava di soldi. Secondo Bloomberg, ripreso da TechCrunch, OpenAI sta trattando un nuovo round da almeno 30 miliardi di dollari con una valutazione intorno ai 1.400 miliardi, un ponte prima della quotazione. A marzo aveva raccolto 122 miliardi a una valutazione di 852 miliardi. Con Anthropic che prepara l’IPO, la corsa ai capitali non accenna a rallentare.

Claude down di nuovo: “non fate logout”

Ieri pomeriggio, ora italiana, Claude è andato giù insieme a Claude Code, Cowork, API e Console. Come racconta 9to5Google, le conversazioni sono tornate abbastanza presto ma l’accesso è rimasto bloccato più a lungo, tanto che Anthropic ha chiesto a chi era collegato di non disconnettersi. È il quarto disservizio del mese. Chi ha integrato Claude nei propri flussi di lavoro lo sa: un fallback su un secondo provider e una coda che riprova da sola non sono un lusso, sono il minimo.

Chiudiamo in leggerezza: xAI e il dominio dot.com

Proprio nel giorno del lancio di Dots, qualcuno su X si è accorto che dot.com rimanda alla pagina di download di Grok. Secondo TechCrunch il trasferimento del dominio risale a luglio e xAI non ha commentato. Coincidenza o trollata preparata con mesi di anticipo? Conoscendo Musk, ho la mia idea.

Voi che ne dite: un accordo volontario sulla superintelligenza vale qualcosa o è solo una foto di gruppo? Scrivetemelo nei commenti. E se volete il racconto completo del DevDay, con le mie prime impressioni su Dots e GPT-6.1 Sol, lo trovate qui: OpenAI DevDay 2026: dots, GPT-6.1 Sol e prime impressioni.

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