Rassegna preparata con l'IA a partire dalle fonti linkate, sotto la supervisione di Alberto Gaia.
Un attacco di distillazione ha colpito OpenCode, lo strumento open source per programmare con l’IA usando i modelli di diversi provider: le chiavi API che una parte degli utenti aveva salvato nella Console, comprese quelle di OpenAI e Anthropic, potrebbero essere state esposte. Nella rassegna di oggi anche DeepSeek, che aggiorna il suo modello Flash e apre a tutti un’API di ricerca web, Meta che toglie dai nuovi termini commerciali il riferimento all’addestramento dell’IA, l’avvertimento di Jefferies sugli utili dei titoli legati all’IA e i dati di Nomisma sulle PMI italiane presentati al forum AI.DEA di Varignana.
Attacco di distillazione a OpenCode: a rischio le chiavi API degli utenti
Sabato 17 ottobre OpenCode ha comunicato su X di aver subito nella notte una violazione legata a un attacco di distillazione su larga scala (la tecnica con cui si interroga in massa un modello per usarne le risposte nell’addestramento di un altro). Secondo l’azienda è stato colpito l’1,4% degli utenti di OpenCode Console, solo quelli che avevano collegato provider esterni. Gli interessati sono stati avvisati via email in mattinata: chi non ha ricevuto il messaggio, precisa OpenCode, non è coinvolto.
Nella mail agli utenti, riportata da Notebookcheck, OpenCode spiega che qualcuno ha avuto accesso non autorizzato a un vecchio sistema che stava per dismettere e che le chiavi di terze parti salvate negli spazi di lavoro, comprese quelle di OpenAI e Anthropic, potrebbero essere state esposte. L’azienda dice che l’incidente è ancora in corso e che sta lavorando con Anthropic, OpenAI e Google. Agli utenti consiglia di revocare e sostituire le chiavi dei provider, aggiornare le applicazioni che le usano e controllare sui pannelli dei provider eventuali consumi anomali.
DeepSeek aggiorna V4.1 Flash e apre a tutti l’API di ricerca web
Il 17 ottobre DeepSeek ha rilasciato DeepSeek-V4.1-Flash-1017, un aggiornamento minore del suo modello Flash: il numero nel nome è la data di uscita. Secondo l’azienda il modello ottiene punteggi migliori nei benchmark, completa i compiti più in fretta e produce risposte più corte. Nei dati pubblicati sulla pagina di Hugging Face sale da 31,2 a 42,3 su Terminal-Bench 4.0 e da 74,2 a 77,0 su DeepSWE v1.1. È già attivo sul sito, nell’app e nelle API, dove il nome deepseek-flash ora punta alla nuova versione, e i pesi sono su Hugging Face e ModelScope con licenza MIT. Il contesto resta di un milione di token e i prezzi non cambiano.
Insieme al modello diventa disponibile per tutti l’API Search and Fetch, basata sul motore di ricerca interno di DeepSeek: costa 0,75 dollari ogni mille chiamate per ciascuno dei due endpoint. Le chiamate fatte con gli strumenti lato server in DeepSeek Harness, Claude Code e Codex sono gratuite fino al 31 ottobre alle 16:00 UTC, quando parte la fatturazione. Su Hacker News il link al modello ha superato i 750 punti.
Meta toglie l’addestramento dell’IA dai nuovi termini commerciali
Meta ha modificato i nuovi termini commerciali per gli account business, che entrano in vigore il 30 ottobre, eliminando il passaggio che le permetteva di usare i contenuti dei domini delle aziende anche per addestrare i modelli di IA. Come ricostruito da The Register, la clausola era comparsa pochi giorni prima, e gli esperti legali sentiti da Nieman Lab avevano avvertito che avrebbe potuto consentire a Meta di raccogliere i siti degli editori con un account business e usarli per l’addestramento. La rimozione è stata riportata il 17 ottobre da TechCrunch, che cita The Verge.
Un portavoce di Meta aveva inizialmente detto che i termini aggiornati non cambiavano il modo in cui l’azienda esplora il web. In seguito la società ha spiegato che le regole sul crawling che ha riunito nel documento riguardano solo i prodotti pubblicitari e business, che lo ha chiarito nel testo e che la modifica non cambia il modo in cui usa i suoi crawler.
Pausa dalla rassegna, giusto il tempo di una vignetta.

Jefferies: la crescita degli utili dei titoli IA rallenterà fino al 2028
Secondo un report di Jefferies ripreso il 17 ottobre dall’agenzia IANS, la crescita degli utili attesa dal consenso per i titoli legati all’IA nell’indice MSCI AC World passerà da quasi il 100% nel 2026 al 30% nel 2027 e a circa il 22% nel 2028. Su base equipesata, le azioni IA globali trattano a circa 23 volte gli utili attesi, contro 13 volte per i titoli non legati all’IA.
Per la banca d’affari è arrivato il momento di diversificare oltre l’IA: continua a tenere i fornitori di infrastrutture, ma evita le aziende che spendono direttamente nella corsa agli investimenti. Nei mercati emergenti i titoli legati all’IA avevano guadagnato l’81% nell’anno fino a giugno, con rendimenti in rallentamento nella seconda metà del 2026. Jefferies ha anche portato la Corea del Sud da sottopeso a neutrale.
Nomisma: sette PMI italiane su dieci senza formazione sull’IA
Si è chiusa il 17 ottobre a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, la prima edizione di AI.DEA, il forum di Varignana promosso da Nomisma e Confindustria. Al forum Nomisma ha presentato una ricerca realizzata con il sostegno di UniCredit su oltre 200 imprese tra 10 e 250 addetti delle filiere Machinery, Agrifood e Motor Valley. Due imprese su tre non usano l’IA in modo strutturato: il 45% la usa in modo informale, affidandosi all’iniziativa dei singoli dipendenti, e il 21% non la usa affatto. Sette aziende su dieci non hanno avviato percorsi di formazione e solo l’8% ha programmi avanzati e continuativi; per il 50% la mancanza di competenze interne è l’ostacolo principale.
Tra le imprese che non hanno ancora integrato l’IA, il 45% prevede di farlo entro due anni. In un videomessaggio inviato al forum, riportato da QN, la premier Giorgia Meloni ha definito l’IA un’occasione per costruire una “via italiana” all’innovazione, che secondo lei deve partire dalle piccole e medie imprese.
Chi usa strumenti di terze parti con le proprie chiavi API: sapete dove sono salvate e quando le avete ruotate l’ultima volta? Per un ripasso su come funzionano chiavi e costi, c’è la guida alle API di intelligenza artificiale.



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