Ieri, 8 ottobre, Anthropic ha aggiunto due nuovi tipi di artifact a Claude, tutti e due in beta: Claude Dashboards, che trasforma una domanda in linguaggio naturale in una dashboard costruita sui dati della tua azienda, e Claude Motion, che trasforma un report, un grafico o una demo in una breve animazione da scaricare in MP4. Nello stesso annuncio Docs, Slides e Design sono usciti dalla beta e adesso li trova anche chi usa Claude gratis.
Mi sono letto le due guide ufficiali di supporto, l’annuncio e quello che è uscito in giro, e ho messo in fila tutto: come funzionano, chi li può usare, dove sono i limiti (alcuni scritti in piccolo, altri proprio non scritti) e cosa ne penso da sviluppatore che le dashboard e le animazioni le ha sempre fatte a mano.
Claude Dashboards e Motion in breve
- Claude Dashboards (beta): colleghi un data warehouse o un’app come Salesforce, fai una domanda e Claude scrive le query SQL, sceglie i grafici e costruisce la dashboard. Ogni grafico mostra la sua query e quando sono stati aggiornati i dati. Piani Pro, Max, Team ed Enterprise.
- Claude Motion (beta): animazioni esplicative brevi scritte come codice, non generate da un modello video. Si modificano parola per parola e si esportano in MP4. Solo piani Team ed Enterprise.
- Docs, Slides e Design escono dalla beta e sono disponibili su tutti i piani, Free compreso. Anthropic dice che ne sono già stati creati più di 45 milioni.
- Il sito separato di Claude Design (claude.ai/design) chiude il 14 dicembre 2026: i design system si migrano, chat e commenti no.
- Su Enterprise Dashboards e Motion partono spenti e li accende un owner da Organization settings > Artifacts.
Cosa è Claude Dashboards
L’idea è semplice: invece di aprire un tool di BI, scrivere la query, scegliere il grafico e sistemare gli assi, chiedi a Claude una cosa tipo “confronta le iscrizioni di questo mese con quelle del mese scorso” e lui fa il resto. La dashboard che ottieni è un artifact creato dal template Dashboards, finisce nella scheda Artifacts accanto a documenti e presentazioni e si aggiorna quando cambiano i dati sotto.
Nell’annuncio Anthropic mostra l’esempio di un servizio di bike sharing: un anno di dati, totale delle corse e grafici per giorno e per ora, tutto da un prompt. È il classico caso da demo, ma rende l’idea di cosa ci si può aspettare.
Da dove legge i dati
Le fonti documentate sono di due tipi:
- Data warehouse: Amazon Redshift, BigQuery, ClickHouse, Databricks e Snowflake.
- App già collegate a Claude tramite connettore, per esempio Salesforce (la guida fa l’esempio delle opportunità aperte).
Nota a margine importante per chi lavora con le piccole aziende italiane: non sono citati né Excel, né Google Sheets, né i database “normali” come MySQL o PostgreSQL. Se i tuoi dati stanno in un gestionale o in un foglio condiviso, oggi Dashboards non è pensato per te, almeno non direttamente.
Come si crea una dashboard
Ci sono due strade:
- Dalla chat: chiedi una dashboard in un messaggio qualsiasi, oppure clicchi su Output nella casella del messaggio e scegli Dashboards.
- Dalla scheda Artifacts: apri la scheda, scegli un template Dashboards e descrivi cosa ti serve.
Il consiglio della guida, che sottoscrivo, è scrivere la domanda precisa che vuoi farti e, se la conosci, la tabella o l’app da cui partire. “Fammi una dashboard delle vendite” funziona male con qualsiasi strumento; “confronta il fatturato per regione degli ultimi due trimestri, tabella orders” funziona molto meglio.
Una cosa da sapere prima di provarci: tutti gli artifact richiedono che sia attiva l’opzione Cloud code execution and file creation, in Impostazioni > Capabilities sui piani personali o nelle impostazioni dell’organizzazione su Team ed Enterprise.
La query in chiaro è la cosa più importante
Per ogni grafico Claude scrive una query SQL, la esegue sulla fonte e la mette a disposizione: clicchi sul numero e vedi da dove arriva, oppure chiedi a Claude di spiegartela. Ogni grafico mostra anche la data e l’ora dell’ultimo aggiornamento.
Sembra un dettaglio, secondo me è il punto di tutto il prodotto. Il problema del text-to-SQL non è mai stato scrivere la query, è scrivere quella giusta: un join che duplica le righe, un filtro sugli stati dell’ordine dimenticato, “clienti attivi” che per il commerciale vuol dire una cosa e per l’amministrazione un’altra. Un numero sbagliato in una dashboard bella è peggio di nessun numero, perché qualcuno ci prende delle decisioni sopra. Poter aprire la query e correggerla (“questo non conta quello che intendevo”) trasforma una scatola nera in qualcosa che si può verificare. Se usi Dashboards per qualcosa che finisce davanti a un capo o a un cliente, leggi le query. Sempre.
Modificare, condividere ed esportare
Le modifiche si chiedono in chat, come per gli altri artifact: aggiungi un filtro, passa alla vista settimanale, togli quel grafico a torta. Le dashboard nascono private e si condividono dal pulsante Share.
Anthropic dice chiaramente che Dashboards è pensato per le domande esplorative e veloci, e che per le analisi serie conviene portare il lavoro altrove. Per questo c’è l’esportazione verso diversi strumenti di BI e analytics: Amplitude, Grafana, Hex, Mixpanel, Omni, Perplexity, PostHog e Sigma. Looker, monday.com e Tableau sono “in arrivo”. Per Sigma, per esempio, l’invio passa da un server MCP e servono una licenza Sigma adatta e l’autorizzazione OAuth: valgono i permessi di Sigma, compresa la sicurezza a livello di riga e di colonna.
I limiti di Claude Dashboards
- Consuma i limiti del tuo piano, come qualsiasi altra cosa fatta con Claude. Non c’è una stima di quante dashboard ci stanno in una sessione.
- Le query costano anche dall’altra parte. Questa non è scritta da nessuna parte, la aggiungo io: su BigQuery o Snowflake paghi i dati letti o il tempo di calcolo. Una dashboard che si aggiorna da sola su tabelle grosse, magari senza partizioni, può fare sorprese in fattura. Controlla la query e dove possibile collega un utente con accesso in sola lettura e limitato alle tabelle che servono.
- Nessuna garanzia su frequenza di aggiornamento e latenza: la guida non dice ogni quanto si aggiornano i dati “live”.
- È una beta: piani, limiti e funzioni possono cambiare.
Cosa è Claude Motion
Claude Motion crea animazioni brevi: il riassunto di 30 secondi dei risultati del trimestre, un grafico animato per la presentazione al consiglio, il walkthrough di un prodotto per l’onboarding dei clienti. Anche qui ogni animazione è un artifact, creato dal template Motion.
La parte interessante è come le crea. Motion non usa un modello di generazione video tipo Sora o Veo: Claude scrive del codice che anima testi, grafici, forme e immagini che gli dai tu, e il risultato si riproduce come un video. Quindi niente riprese realistiche e niente persone generate dall’IA, e lo dicono loro stessi.
Perché il codice è meglio del video generato (per questo uso)
Chi fa sviluppo web conosce bene l’idea: le animazioni in CSS, con GSAP o con librerie come Remotion sono codice, non pixel. Il vantaggio è enorme quando l’animazione deve contenere dati veri:
- I numeri sono quelli giusti. I modelli video sono notoriamente pessimi con testi e cifre; qui il numero è una variabile, non un’immagine che “assomiglia” a un numero.
- Modifichi un pezzo senza rifare tutto. Cambi una parola, un valore o la durata di una scena e il resto rimane identico. Se il dato del trimestre viene corretto all’ultimo minuto, aggiorni il numero e riesporti.
- Lo rivedi prima di esportarlo, come qualsiasi altro documento di lavoro.
Il rovescio della medaglia è che Motion fa grafica animata, non cinema. Se ti serve un video con persone o ambienti, non è lo strumento giusto.
Come si crea un’animazione
- Dalla chat: chiedi un’animazione, scrivi
/motionnella casella del messaggio oppure scegli Output e poi Motion. - Dalla scheda Artifacts: scegli un template Motion e descrivi cosa ti serve.
La guida consiglia di indicare a chi è destinata, dove verrà riprodotta e la durata approssimativa, e di allegare report, dati o immagini da usare. Aggiungo io: specifica anche il formato (orizzontale per una slide, verticale per un social), perché è una delle prime cose che cambia il risultato.
Modifica ed esportazione
Le modifiche si chiedono in chat (“rallenta la seconda scena”, “il fatturato è 4,2 milioni, non 4,1”) oppure si fanno direttamente nell’editor. Per scaricare clicchi su Export e scegli MP4, che al momento è l’unico formato documentato. Anche le animazioni nascono private e si condividono con Share.
Per rifinire il lavoro puoi aprirlo in altri strumenti creativi: Adobe, Descript, HeyGen, Higgsfield, invideo, Luma AI e Runway. Canva e Captions sono annunciati ma non ancora disponibili.
I limiti di Claude Motion
- Solo Team ed Enterprise. Non c’è su Pro e nemmeno su Max: conta il tipo di piano, non quanto paghi. Se lavori da solo con un abbonamento personale, per ora Motion non lo vedi.
- Consuma più del solito: la guida dice esplicitamente che le animazioni lunghe o complesse costano più di un messaggio normale.
- Mancano tante specifiche: nessuna informazione ufficiale su durata massima, risoluzione, frame rate, audio o sottotitoli.
Chi può usare cosa
| Piano | Docs, Slides, Design | Dashboards (beta) | Motion (beta) |
|---|---|---|---|
| Free | Sì | No | No |
| Pro e Max | Sì | Sì | No |
| Team | Sì | Sì | Sì, attivo di default |
| Enterprise | Sì, attivi di default dal 15 ottobre | Sì, da attivare | Sì, da attivare |
Su Team ed Enterprise solo Owner e Primary Owner possono accendere e spegnere le due funzioni, sempre da Organization settings > Artifacts. Su Enterprise si può anche limitarle a gruppi specifici con i ruoli personalizzati. Per gli admin c’è una guida dedicata, la “Artifacts admin guide for Team and Enterprise plans”.
Il resto dell’annuncio: Docs, Slides e Design per tutti
Dashboards e Motion si prendono i titoli, ma per la maggior parte delle persone la novità più concreta è un’altra: Docs, Slides e Design non sono più in beta e sono disponibili su tutti i piani, anche quello gratuito. Insieme arrivano:
- modifica in team: più persone e Claude possono lavorare sullo stesso documento, presentazione, design o dashboard;
- condivisione esterna con persone fuori dall’organizzazione o con chiunque abbia il link, se l’admin lo permette;
- esportazioni in PowerPoint e PDF che mantengono la formattazione, e presentazioni che si aprono in Google Slides come file modificabili;
- modifica da smartphone nell’app di Claude;
- per le aziende, chiavi di cifratura gestite dal cliente (CMEK) e la possibilità per gli admin di scegliere quali template vede l’organizzazione.
Su Enterprise Docs, Slides e Design si accendono di default il 15 ottobre, ma l’admin può farlo prima.
Claude Design: il sito separato chiude il 14 dicembre
Claude Design è nato come sito a parte, su claude.ai/design, e dal 16 settembre funziona dentro ogni conversazione, con accesso a contesto, file e connettori. Il sito separato resta online fino al 14 dicembre 2026, poi chiude. Cosa vuol dire in pratica:
- i design system del team si migrano dalla pagina Artifacts con il pulsante Migrate team design system: una sola migrazione sposta quelli di tutta l’organizzazione, e gli originali restano intatti finché il vecchio sito è attivo;
- i progetti continuano a funzionare nel vecchio sito fino alla chiusura;
- chat e commenti non vengono migrati e spariranno con la chiusura, così come i link pubblici ai progetti del vecchio sito.
Se hai mandato a un cliente un link a un progetto di Claude Design, segnatelo in agenda: a metà dicembre smette di funzionare.
Bonus: fino al 15 ottobre gli artifact costano la metà
C’è una promozione in corso che vale la pena sfruttare se vuoi provare queste cose: fino al 15 ottobre, dopo che crei o modifichi un artifact, i 10 messaggi successivi consumano il 50% in meno del limite di sessione di cinque ore (non di quello settimanale). Vale per Free, Pro, Max e Team, non per Enterprise. Se apri la chat scegliendo Documento, Presentazione o Design dal menu Output, lo sconto parte dal primo messaggio. Attenzione però: la pagina della promozione non cita Dashboards e Motion, quindi non darei per scontato che siano inclusi.
Cosa ne penso
La direzione è chiarissima: Claude non vuole più essere una chat che ti risponde, ma il posto dove il lavoro viene prodotto. Documenti, presentazioni, design, dashboard e adesso anche video passano tutti dallo stesso formato, l’artifact, che si condivide, si modifica in team e si esporta verso gli strumenti che già usi. È la stessa logica con cui l’ho visto crescere lato sviluppo con agenti e routine di Claude Code: meno risposte, più cose fatte.
Su Claude Dashboards sono ottimista con una riserva. Mostrare la query di ogni grafico è la scelta giusta e dice che in Anthropic hanno capito dove si rompono questi strumenti. La riserva riguarda il pubblico: in Italia tantissime PMI non hanno Snowflake o BigQuery, hanno un gestionale, un database MySQL e qualche foglio Google. Per loro, oggi, il valore arriva solo se c’è già un minimo di infrastruttura dati, e costruirla resta un lavoro da fare con le mani (o da far fare a qualcuno). Per chi invece un warehouse ce l’ha, la differenza tra “chiedo all’analista e aspetto due giorni” e “lo chiedo a Claude e controllo la query” è enorme.
Su Motion la scelta del codice al posto del modello video mi piace molto, perché risolve il problema vero delle animazioni aziendali: devono essere corrette prima ancora che belle. Mi dispiace che sia chiuso ai piani personali, perché i primi a trarne vantaggio sarebbero proprio freelance e piccoli studi che oggi per un grafico animato aprono After Effects o rinunciano.
Da sviluppatore, la domanda che mi faccio è: questi strumenti tolgono lavoro a chi le dashboard e le animazioni le costruisce su misura? Un po’ sì, quello ripetitivo. Ma la parte difficile non è mai stata disegnare il grafico: è capire quali numeri contano, da dove arrivano e se sono giusti. Quella resta, e anzi diventa più importante quando chiunque può generare una dashboard in trenta secondi.
Domande frequenti
Claude Dashboards è gratis?
No. Serve un piano a pagamento: Pro, Max, Team o Enterprise (su Enterprise va attivato da un owner). Su Free trovi Docs, Slides e Design, ma non Dashboards né Motion.
Posso collegare Excel o Google Sheets a Claude Dashboards?
La guida ufficiale non li cita: le fonti documentate sono Redshift, BigQuery, ClickHouse, Databricks, Snowflake e le app collegate a Claude come Salesforce. Se i tuoi dati stanno in un foglio, per ora conviene usare Claude in una chat normale con il file allegato.
Claude Motion genera video realistici?
No. Motion non usa un modello di generazione video: anima con il codice testi, grafici, forme e immagini che fornisci tu. Niente riprese realistiche e niente persone generate dall’IA.
In che formato si esportano le animazioni di Motion?
In MP4, l’unico formato indicato nella guida. Poi puoi proseguire in strumenti come Adobe, Descript, HeyGen, Higgsfield, invideo, Luma AI e Runway.
Le dashboard e le animazioni sono pubbliche?
No, nascono private. Per condividerle le apri e clicchi su Share; la condivisione fuori dall’organizzazione dipende da cosa permette l’admin.
Fonti
- Annuncio di Anthropic: Claude Dashboards, Claude Motion e aggiornamenti a Docs, Slides e Design
- Guida ufficiale: Get started with Claude Dashboards
- Guida ufficiale: Get started with Claude Motion
- What are artifacts and how do I use them?
- Migrate from standalone Claude Design to Claude
- Artifact usage promotion
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