Fondo di Anthropic per il bene pubblico: il 5% delle azioni, e la quota può crescere

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Rassegna preparata con l'IA a partire dalle fonti linkate, sotto la supervisione di Alberto Gaia.

Anthropic ha annunciato il fondo di Anthropic per il bene pubblico: una società separata che riceverà il 5% delle azioni dell’azienda, con una quota che può salire man mano che cresce il valore della società. Nella rassegna di oggi anche World ID che porta la verifica dell’umanità a banche e agenti IA, gli investitori che chiedono a Nscale di dimezzare la valutazione per la quotazione e un modello del MIT che legge insieme strutture atomiche e testo per cercare nuovi materiali.

Il fondo di Anthropic: il 5% delle azioni per il bene pubblico

Il 18 ottobre Anthropic ha presentato l’Anthropic Public Benefit Fund, una LLC interamente controllata dall’azienda. Al lancio riceverà il 5% delle azioni, se gli azionisti approveranno. Il consiglio di amministrazione potrà aggiungere un altro 2% per ogni aumento del 50% del valore dell’azienda oltre una soglia di partenza, che non è stata resa nota. Anthropic ha scelto la forma della LLC invece di una fondazione non profit 501(c)(3) per poter alternare forme diverse di donazione, e ha stabilito che le azioni del fondo non verranno usate per attività di lobbying né per donazioni politiche, negli Stati Uniti o altrove.

Tra gli usi possibili l’azienda cita grandi donazioni a organizzazioni non profit e distribuzioni dirette a gruppi specifici di persone, con l’esempio dell’impatto dell’IA sul mercato del lavoro, tema su cui ha già impegnato 200 milioni di dollari. Sommando il fondo, l’impegno dei cofondatori a donare l’80% delle loro quote e il programma che raddoppia le azioni donate dai dipendenti (vi aderisce circa la metà del personale), circa il 20% delle azioni di Anthropic sarà destinato al bene pubblico. Struttura, governance e soglie di valore verranno spiegate nei prossimi mesi. TechCrunch ricorda che l’annuncio arriva mentre cresce la diffidenza del pubblico verso l’IA, che il CEO Dario Amodei ha definito una crisi di fiducia.

World ID arriva in banca, anche per gli agenti IA

Domenica, alla conferenza Money20/20, il cofondatore di World Alex Blania ha presentato una versione di World ID pensata per banche e società finanziarie, la prima offerta del progetto dedicata a un settore specifico. Come riporta The Block, il pacchetto mette insieme tre prodotti già esistenti: l’app World ID, World ID per Zoom, che serve a capire se in videochiamata c’è una persona vera o un deepfake ed esce ora dalla beta avviata ad aprile, e World ID for Agents (AgentKit), che permette di delegare la propria prova di umanità a un agente IA perché la presenti ad altre piattaforme.

Al momento nessuna banca è stata indicata come cliente e il prezzo non è stato comunicato. I partner che stanno valutando la tecnologia sono OpenExchange, Bain Capital, VanEck Funds e Outtake. World cita una stima di Deloitte secondo cui negli Stati Uniti le perdite per frodi basate sull’IA potrebbero arrivare a 40 miliardi di dollari nel 2027, contro i 12,3 miliardi stimati per il 2023, e dichiara oltre 18 milioni di persone verificate.


Pausa dalla rassegna, giusto il tempo di una vignetta.

Vignetta: un'interfaccia grafica curatissima generata in un attimo, con pulsanti che però non fanno nulla perché dietro non c'è nessun backend
Bellissima, finché non provi a cliccare un pulsante. Vignetta di ProgrammerHumor.io.

Nscale, gli investitori chiedono una valutazione quasi dimezzata

Nscale, che sviluppa data center per l’IA ed è sostenuta da Nvidia, punta a quotarsi in borsa con una valutazione di circa 30 miliardi di dollari. Secondo Bloomberg, un gruppo di investitori sta spingendo per una cifra tra 16 e 19 miliardi, ritenuta più facile da vendere al mercato. Tra i motivi citati ci sono le recenti battute d’arresto delle aziende dell’IA in borsa, compreso il naufragio della quotazione di Firmus, società australiana di data center per l’IA.

Al MIT un modello che legge cristalli e testo insieme

Un gruppo guidato da Ju Li ed Elsa Olivetti del MIT ha pubblicato su Nature Communications un modello multimodale che collega le strutture atomiche 3D dei materiali cristallini a descrizioni in linguaggio naturale. Come spiega MIT News, i ricercatori hanno prima generato testi dettagliati su composizione, struttura, proprietà e possibili applicazioni dei cristalli partendo da articoli scientifici e database, poi hanno addestrato il modello ad allineare strutture e testi con l’apprendimento contrastivo.

Il modello accetta una richiesta scritta che descrive la proprietà cercata e restituisce i materiali adatti, con risultati migliori dei modelli basati solo sul testo. Nella ricerca di elettroliti per batterie al litio allo stato solido, tra i primi risultati sono comparsi materiali che altri gruppi avevano già indicato come promettenti in modo indipendente. I materiali cristallini rappresentano oltre il 90% dei materiali solidi sulla Terra.

Dei conti di Anthropic avevamo parlato nella rassegna del 15 ottobre. Voi come la vedete: un fondo legato alle azioni di un’azienda di IA è lo strumento giusto per gestire l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro?

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