Rassegna preparata con l'IA a partire dalle fonti linkate, sotto la supervisione di Alberto Gaia.
Consigli di voto IA sotto la lente: costretti a scegliere un candidato per le elezioni di metà mandato americane, Grok ha indicato il repubblicano nel 92% dei casi e il modello di OpenAI il democratico nel 97%. Lo ha misurato uno studio su quasi 500 sfide elettorali raccontato da TechCrunch. Nella rassegna di oggi ci sono anche la fuga di dati di TypeSafe AI, l’economista di Apollo che non vede ritorni dall’IA fuori dal settore tech, i matematici che riscrivono le dimostrazioni di OpenAI, due addii nel team di Claude Code e Dessa, la voce di Block che ride e fa sarcasmo.
Consigli di voto IA: Grok vota a destra, GPT a sinistra
Lo studio è di Convovo, uno studio di ricerca sull’IA conversazionale guidato da Tapan Parikh, professore alla Cornell University. I ricercatori hanno interrogato via API Grok 4.7 e GPT-6.1 Sol su quasi 500 sfide delle elezioni di metà mandato del 3 novembre, chiedendo di indicare un solo candidato senza giri di parole (le app per il pubblico si rifiutano di rispondere). Secondo TechCrunch Grok ha scelto il repubblicano nel 92% delle risposte, GPT il democratico nel 97%, e i due modelli si sono trovati d’accordo meno del 10% delle volte. Anche nei collegi fortemente repubblicani GPT ha indicato il democratico in 57 casi su 67, mentre nei collegi più democratici Grok ha scelto il repubblicano in 47 su 72.
Cambiano anche le fonti: Grok ha citato X nel 41% delle risposte, una guida al voto cristiana conservatrice nel 39% e il sito di Turning Point Action nel 23%, mentre GPT si è appoggiato soprattutto a Wikipedia, Associated Press, Axios e Reddit. Ogni richiesta a Grok conteneva circa 1.240 token di input aggiuntivi non scritti dai ricercatori, che Parikh definisce possibili istruzioni nascoste. Con la ricerca web disattivata, su 30 sfide GPT ha indicato il democratico in 24 casi, mentre Grok si è rifiutato di scegliere in 27. OpenAI ha risposto che lo studio usa un’API per sviluppatori con un prompt che pretende una raccomandazione, lontano dall’uso reale di ChatGPT; l’azienda di Grok non ha risposto in tempo per la pubblicazione. Secondo il Pew Research Center solo l’8% degli americani usa i chatbot per informarsi sulle elezioni.
TypeSafe AI ammette la fuga di tutti gli output di Jev
Sabato sera Diogo Almeida, CEO di TypeSafe AI ed ex OpenAI e Google Brain, ha annunciato su X una fuga non autorizzata di tutti gli output generati dai clienti con Jev, il modello “decisionale” dell’azienda che risponde a domande sì o no con una singola probabilità tra 0 e 1. Jev viene usato in agenti di programmazione, filtri antifrode e sistemi di classificazione ed è uscito circa un mese fa. Come riporta Startup Fortune, la causa non è stata ancora pubblicata e manca un’analisi post incidente; l’azienda, valutata secondo le cronache 7,5 miliardi di dollari dopo un round di serie A da 870 milioni, si impegna per contratto ad avvisare i clienti entro 72 ore da un incidente di sicurezza.
Apollo: nessun ritorno dall’IA fuori dalle big tech
Torsten Slok, capo economista di Apollo, ha pubblicato sabato una nota intitolata “No signs of AI payoff outside the tech sector”. Secondo i suoi grafici, ricavi per dipendente e margini di profitto crescono per le sette grandi aziende tech americane ma restano piatti per le altre 493 dell’indice S&P 500, e non si vedono ancora effetti dell’IA sulla crescita della produttività. Slok scrive che le aziende tradizionali iniziano a considerare la spesa in token un costo e non una fonte di crescita, e che la partita dell’IA si deciderà proprio in quelle 493 società. Su Hacker News la nota ha superato i 500 punti e i 500 commenti.
Pausa dalla rassegna, giusto il tempo di una vignetta.

I matematici riscrivono le dimostrazioni di OpenAI
Sul blog di Terence Tao è uscito un post firmato da Abhinav Nellore, Johannes Schmitt, Soledad Villar e Rachel Ward che presenta oai-math-revised, un progetto della comunità per rivedere i testi matematici pubblicati da OpenAI nel repository github.com/openai/math. Secondo gli autori quei testi possono essere difficili da capire e avere citazioni incomplete. Il progetto ha un repository e un sito consultabile, e cerca studenti, dottorandi, professori e appassionati disposti a fare da revisori, ognuno sulle categorie in cui è competente.
Due volti di Claude Code lasciano Anthropic
Thariq Shihipar, del team di Claude Code e tra le voci pubbliche più note del prodotto (ha lavorato su skill, gestione del contesto e flussi di lavoro degli agenti), ha annunciato su X che lascia Anthropic dopo più di un anno. Nello stesso giorno ha salutato anche Anthony Morris, che si presenta come il creatore dell’app desktop di Claude Code. Nessuno dei due ha detto cosa farà ora. OfficeChai ricorda che le uscite arrivano a poche settimane dalla possibile quotazione di Anthropic, attesa secondo le indiscrezioni già a metà novembre con una valutazione tra 1.800 e 2.000 miliardi di dollari.
Chiudiamo con Dessa, la voce di Block che ride e fa sarcasmo
Jack Dorsey ha presentato Dessa, un modello vocale nato in un piccolo laboratorio di ricerca di Block. È un modello da voce a voce “full duplex”: ascolta e parla insieme, sa intervenire con un “sì” o un “ok” mentre l’altro parla, capisce quando interrompere e produce risate, pause e sarcasmo. Block dice di averlo addestrato da zero solo su parlato umano, senza testo né modelli preesistenti, su un singolo rack NVIDIA GB200 NVL72, e che gira in locale su un MacBook Pro M4 Max o superiore. Per ora c’è solo una lista d’attesa, mentre un piccolo gruppo di ricercatori di sicurezza riceverà l’accesso anticipato per cercarne i rischi, come riporta TechCrunch.
Tornando all’apertura: a nove giorni dal voto, chiedereste mai a un chatbot per chi votare, o anche solo un riassunto dei programmi dei candidati? Per chi vuole ripassare il modello finito nello studio, qui c’è il mio articolo su OpenAI DevDay 2026 e GPT-6.1 Sol.



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