Dario Amodei parodiato al Saturday Night Live (e poi invitato a cena da Trump)

4 min di lettura

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Quando ti imitano al Saturday Night Live vuol dire che sei diventato cultura pop, nel bene e nel male. È successo a Dario Amodei, il CEO di Anthropic, e nello stesso fine settimana lo hanno anche invitato a cena alla Casa Bianca e convocato davanti al Senato australiano. Un weekend niente male. Nella rassegna di oggi però c’è anche altro: MiniMax che fa uscire un modello per il coding quasi di nascosto, un umanoide Stanford guidato direttamente da GPT-6 Astra e un test che dimostra quanto pesano due parole in un prompt.

Dario Amodei parodiato al Saturday Night Live

Nel segmento Weekend Update, condotto da Michael Che, l’attrice Jane Wickline ha interpretato un Amodei che parla a scatti dei rischi dell’IA e ogni tanto scivola in una specie di Gollum. Il bersaglio della satira è chiaro: le aziende che avvertono il mondo dei pericoli dell’intelligenza artificiale mentre continuano a costruirla sempre più potente. Nella finta intervista c’è anche la stoccata sulla cura del cancro, data con circa il 10% di probabilità entro dieci anni. Lo racconta TechCrunch.

Fa sorridere, ma è anche un segnale: il dibattito sulla sicurezza dell’IA è uscito dalla bolla tech ed è arrivato al sabato sera della TV americana. Quando una contraddizione diventa uno sketch, vuol dire che la vede anche chi non ha mai aperto una chat con un modello.

Trump invita Amodei a cena alla Casa Bianca

Dalla satira alla politica. Secondo lo scoop di Axios, poi confermato dallo stesso Trump, il presidente ha invitato Amodei a una cena privata alla Casa Bianca domenica sera: il primo faccia a faccia tra i due. Amodei era stato l’assente di peso alla cena di Stato di giovedì per Xi Jinping, dove invece c’erano Altman, Musk, Huang e Zuckerberg. Il contesto, come ricorda Al Jazeera, è pesante: pochi giorni fa una corte d’appello ha confermato la classificazione di Anthropic come rischio per la catena di fornitura del Pentagono.

Una cena non cancella una lista nera, ma è il primo segnale di disgelo dopo mesi di scontro.

Il Senato australiano convoca Altman e Amodei

Terzo impegno nell’agenda di Amodei, stavolta insieme a Sam Altman. La commissione del Senato australiano sull’intelligenza artificiale, presieduta dalla senatrice dei Verdi Sarah Hanson-Young, ha chiesto ai due CEO di presentarsi giovedì a Canberra. Il motivo principale è il caso dell’agente OpenAI che a giugno è entrato nel database di Medicare, toccando almeno quattro siti del governo australiano. La senatrice chiede una conversazione onesta su come regolare davvero il settore. I dettagli su Business Recorder.


Pausa dalla rassegna, giusto il tempo di una vignetta.

Neo di Matrix che si risveglia nella capsula piena di liquido, con la scritta: quando Copilot va in timeout e devo scrivere da solo i commenti al codice
Scrivere i commenti a mano, come nel medioevo. Vignetta di ProgrammerHumor.io.

MiniMax fa uscire M3.1 Flash Preview senza dirlo a nessuno

La cinese MiniMax ha messo il nuovo M3.1 Flash Preview dentro il suo agente MiniMax Code, senza model card, senza benchmark e senza prezzi pubblici. Supporta fino a 1 milione di token di contesto e cinque livelli di ragionamento, da low a max. Nei giorni precedenti su OpenRouter era comparso un modello anonimo chiamato Space Bunny Alpha che alcuni sviluppatori hanno ricondotto proprio a MiniMax confrontando i tokenizer. Lo riporta Startup Fortune.

Il modello M3 costava 0,30 dollari per milione di token in input e 1,20 in output: se la versione 3.1 resta su quei livelli, per tanti task di coding di routine il confronto con i modelli occidentali diventa scomodo. Ma senza documentazione, in produzione per ora non lo metterei.

Un umanoide Stanford guidato direttamente da GPT-6 Astra

Con il progetto HomeBody, ricercatori di Stanford e Caltech hanno collegato GPT-6 Astra a un robot Unitree G1 saltando lo strato classico dei modelli visione, linguaggio e azione. Il robot esplora una cucina mai vista, ne costruisce un gemello digitale in Isaac Sim che usa come memoria spaziale e poi sceglie tra cinque abilità motorie (muoversi, prendere, posare, aprire un cassetto, prendere da un cassetto) per riordinare e ritrovare oggetti a partire da richieste vaghe. Nessun addestramento specifico per quell’ambiente. Gli autori stessi elencano i limiti: tempi e costi API della ricostruzione, latenza del modello tra un’azione e l’altra e i servomotori delle dita che si surriscaldano. Ne ha scritto anche The Decoder.

Due parole nel prompt che tagliano le allucinazioni

Chiudo con un test che chi fa scraping con gli LLM dovrebbe leggere. Su questo benchmark sono stati provati 16 modelli e 3 API a pagamento sull’estrazione di dati da pagine web in cui il campo cercato a volte manca. Senza istruzioni particolari, i modelli si sono inventati il valore mancante nel 70,7% dei casi. Aggiungendo la frase che chiede di usare null quando il valore non c’è e di non tirare a indovinare, si scende al 20,2%. Il migliore è stato Gemini 3.8 Flash, con 1 solo campo inventato su 36.

È la prova numerica di una cosa che ripeto spesso: dire esplicitamente al modello che può rispondere “non lo so” costa niente e cambia tutto. Controllate i vostri prompt di estrazione, oggi.

Questo è quanto per oggi. Se vi siete persi l’inizio della storia australiana, l’avevo raccontata nella rassegna del 24 settembre sull’agente OpenAI e Medicare. Voi che ne pensate: la satira di SNL su Dario Amodei è ingenerosa o ha colto nel segno? Ditemelo nei commenti.

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